Misiones è una delle 24 provincie in cui è divisa la repubblica federale Argentina. È uno sperone di territorio che si trova nell’estremo nordest dello stato sudamericano, tra Paraguay e Brasile. Stiamo ritornando verso casa, a Santafè, e nei nostri occhi e nella nostra mente rimangono indelebili le immagini delle Cascate di Iguazù, una delle meraviglie naturali del nostro pianeta. Il viaggio di andata era durato due giorni, fatto in un comodo camper di una nostra coppia di amici.

Javier, il proprietario del camper, è deciso a fare il viaggio di ritorno in un solo giorno. Sono 1.100 chilometri, ma la strada, seppure sempre pianeggiante, non è facile. Da quelle parti non ci sono autostrade e quella che percorreremo è in alcune parti dissestata, con improvvise e pericolose buche. Durante il percorso si chiacchiera, si fa uno spuntino e, soprattutto, si “toma” il mate, un infuso a base di foglie di erba mate, una pianta originaria del Sudamerica. In questa zona è molto coltivata, anche per la grande fertilità del suolo, una terra rossa (tierra colorada) dovuta all’elevata concentrazione di ferro. Grandi piantagioni si alternano con foreste di conifere ed eucalipti, mescolati con varie specie di alberi e arbusti locali. Javi conosce benissimo la zona, essendoci venuto tantissime volte per motivi di lavoro. Per molti anni ha esercitato la professione di perito arboricolo per aziende e ditte private. Con un colpo d’occhio ti dice tutte le caratteristiche di una piccola o grande foresta, come e quando raccogliere la legna e come la si può utilizzare. È, questa, un tipo di conoscenza che mi ha sempre incuriosito e che mi sarebbe piacito avere. Ma, se si escludono le specie di alberi più noti, come le querce, i pini, i cipressi e qualche altro albero cittadino, non ho mai approfondito l’argomento. Magari con l’aiuto del nostro amico imparo qualcosa di più.

Dopo qualche ora di viaggio decidiamo di fare una piccola sosta. Gladys, la compagna di Javi, ama moltissimo le piante. La loro bella casa è circondata da un grande giardino e da tantissime specie di piante che cura quotidianamente. Si ricorda che, non molto lontano dalla strada che stiamo percorrendo, c’è un vivaio di sole orchidee. Adoro le orchidee, mi hanno sempre dato una gran soddisfazione. Con pochi accorgimenti e una corretta esposizione ti regalano dei fiori stupendi che durano mesi. Arriviamo così a Puerto Rico, una cittadina di circa 15.000 abitanti, fondata negli anni venti del secolo scorso, nelle vicinanze del fiume Paranà. Prima di arrivare al centro abitato percorriamo una strada sterrata ai cui lati si alternavano semplici villette familiari.
Una di queste ha un verde più curato, ma fuori non c’è alcuna insegna. Ci fermiamo per chiedere.
Un piccolo cane bianco ci viene incontro festoso, seguito poco dopo da una minuta donna anziana. Alla nostra domanda ci risponde che si, è qui il vivaio di orchidee. Ci invita a seguirla nella parte retrostante la graziosa villetta. Fin dai primi passi si respira un’aria profumata, tutto è perfettamente in ordine e lo spettacolo che ci si para davanti è meraviglioso. Centinaia di orchidee popolano una serra-giardino, un microclima particolare le rende rigogliose e ogni singola pianta ha il suo habitat più idoneo. Alcune appoggiano le loro radici in piccoli pezzi di corteccia contenuti in minuscole cassette fatte con listelli di pioppo. Altre in aerei vasi trasparenti. Altre ancora sono attaccate, come nidi di rondine, ai tronchi di alberelli.

Tanta bellezza e tanta cura è dovuta alla passione, e soprattutto all’amore che Anastasia – questo il nome della nostra guida – insieme al suo defunto marito hanno dedicato a questo piccolo Eden. Di ogni pianta conoscevano il nome scientifico, caratteristiche e necessità di coltura. La talea non aveva segreti per loro due e così la creazione di nuove varietà, tanto che Anastasia ci ha mostrato con orgoglio i numerosi premi che avevano vinto nelle esposizioni nazionali.
I miei amici hanno incominciato a scegliere le piante da comprare, mentre io ero tentato di prenderne quattro o cinque, ma sarebbe poi stato impossibile portarmele con me in Italia, sia per motivi pratici che per il rispetto della normativa. In una zona del vivaio casalingo noto una bella orchidea color panna, labello Foto vivaio orchideelilla e un profumo molto intenso. Mi dico che una la posso comprare, me la può curare Adriana, la mia compagna di vita. Lei ha un piccolo ma bellissimo giardino di cui si prende cura con grande e autentico amore. Quando mi rivolgo ad Anastasia per dirle che vorrei questa orchidea lei mi dice che quel gruppo di orchidee non sono in vendita, perché sono le ultime di cui si curava suo marito. Ci rimango un po’ male, avevo già assaporato il piacere di godermi la sua bellezza e il suo profumo nel nostro angolo di verde. Gli amici e la mia compagna hanno terminato i loro acquisti e stiamo per avviarci lungo il vialetto che ci porta al camper, quando faccio un disperato tentativo di convincere Anastasia a cedere la pianta di orchidee. Farfuglio poche parole in uno stentato spagnolo, ma è evidentemente il mio sguardo implorante che la induce a sollevare il gancio che la teneva sospesa e a consegnarmela con un sorriso. Ero veramente felice, e le ho detto cento volte “gracias! gracias!”.

Adesso la mia bella orchidea, una Cattleia intermedia, fa sfoggio dei suoi bei fiori in un angolo del giardino di Adriana, accanto ad altre specie, a pochi metri dalla graziosa piscina di casa. La sua presenza mi ricorderà per sempre, di una piccola, graziosa, gentile donna argentina di nome Anastasia.