Ad Virginem Saxa

Lo spunto per l’esecuzione di questo lavoro mi è venuto da un avvenimento piuttosto insolito: l’incontro dopo oltre quaranta anni, e solo virtuale in quanto avvenuto tramite i social, con il mio primo amore adolescenziale, ora felice madre e nonna in quel di Verona.
È stato un vero colpo al cuore che per qualche tempo ha inciso sulla mia mente e sui miei pensieri. Sentirsi dire che non mi aveva mai dimenticato, che si era pentita, dopo poco tempo, di avermi lasciato per un altro uomo, e che mi aveva cercato a lungo per riallacciare il rapporto, mi ha un po’ sconvolto.
A seguito di quell’abbandono, infatti, avevo deciso di andare via dalla nostra città natale, Napoli, e di iniziare una nuova vita in un’altra città. Fu così che il destino mi portò a Roma, dove trovai lavoro e, dopo qualche anno, la donna che sarebbe diventata madre delle mie figlie Martina e Ilaria. Da lì, trascorsi vent’anni, il lavoro mi portò a Macerata, città nella quale risiedo attualmente da oltre venti anni e dove è nato il mio terzo figlio, Lorenzo.

Nel frattempo nessuna notizia perveniva a di ciascuno di noi. Eppure il ricordo di giorni felici e spensierati passati insieme ritornava periodicamente ad entrambi. Prova ne sono le lettere d’amore e le foto che abbiamo conservato in tutti questi anni e che ci siamo nuovamente scambiati recentemente, non senza qualche commozione.
Ispirato da questa vicenda personale piuttosto forte, ho deciso di dedicarle un lavoro impegnativo e complesso allo stesso tempo, ponendo mano ad un polittico che raccontasse emblematicamente la nostra vicenda.

Il polittico ha una struttura lignea nella quale sono rappresentati vari ritratti, situazioni e luoghi che vogliono raccontare, in modo pittorico, il nostro passato e il nostro presente. La struttura del polittico si ispira al Tabernacolo dei Linaioli di Lorenzo Ghiberti, del 1432-1433, e che si trova attualmente al Museo Nazionale di San Marco a Firenze.
Nella cuspide c’è un mio autoritratto da pittore, il mio presente. Sulla parte anteriore degli sportelli è dipinta una classica veduta del golfo di Napoli, il luogo dove abbiamo vissuto e ci siamo conosciuti. Subito sotto, due nostri ritratti recenti. Nella predella sono incastonate tre piccole tele che ci ritraggono in età adolescenziale in momenti di spensieratezza.
Il pannello centrale è un ritratto in costume balneare della protagonista a grandezza naturale, in un contesto di ansa marina rocciosa, da cui il titolo del lavoro: Ad Virginem Saxa. Sul retro dei due sportelli aperti ci sono, rispettivamente, un mio autoritratto nelle sembianze di un San Sebastiano – scelta obbligata per mettere in evidenza il dolore procurato dall’abbandono – e il ritratto in uniforme del mio “rivale” in amore.
A sportelli aperti la scena commenta pittoricamente il nostro passato, che ho voluto evidenziare cromaticamente dipingendo i lavori in un blu ottenuto con una dosata mescolanza di Blu Payne, bianco e una punta di nero, dove necessario.

Il lavoro completo e montato è stato infine fotografato, in un contesto di rara bellezza paesaggistica e architettonica, presso la tenuta vinicola del Conte Brachetti Peretti, nelle campagne di Pollenza (Macerata).